Un gioco da pupazzi

Aristotele accostò il gioco alla gioia e alla virtù, distinguendolo dalle attività praticate per necessità. Così nell'infanzia, il gioco è talmente necessario da diventare inconsapevole, mentre in età adulta serve come tana per nascondere i propri problemi, e lungi dal condurre alla gioia e alle virtù, li alimenta.

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